Nei giorni 26-27 e 28 gennaio abbiamo avuto il piacere di visitare per la prima volta il Kinbaku Lounge di Copenaghen.

E’ stato un momento importante per diversi motivi:

Il primo è che fin dalle origini del Laboratorio di Bondage mi avevano sempre affascinato le fotografie trovate su internet di quel posto che aveva un non so ché di magico e avevo cercato di trasportare un po’ di quel fascino al Laboratorio: poterlo visitare era il culmine di un lungo percorso.

Il secondo motivo che ha reso speciale questa visita è il fatto che non si trattava di una visita di “piacere”, ma avrei dovuto assistere Riccardo Wildties in un workshop di tre giorni, fatto questo che già rendeva il tutto una grande sfida, considerando il fatto che si sarebbero fatte tante delle sospensioni che caratterizzano questo stile.

Altro fatto importante e per certi versi unico è stato poter sciogliere le legature di Wilties dopo la dimostrazione degli esercizi. Importante per il privilegio stesso di poterlo fare, importante perché è stata un’occasione irripetibile per vedere le legature da un punto di vista privilegiato e importante anche per alcune similutudini e parallelismi …

Sono stati tre giorni ricchi di emozioni, perché come sempre l’incontro con altre culture, altri modi di vivere il bondage e il semenawa porta sempre tanti spunti di riflessione.

Bello e istruttivo è stato vedere la perfetta organizzazione e gestione di ogni minimo particolare da parte di Tania e Scott, dietro le quinte ma sempre presenti e attenti.

E poi quello che è riuscito a rendere unico questo viaggio, quello che davvero è riuscito a farmi dimenticare tutte le fatiche, i problemi, gli attacchi di questo ultimo periodo.

Un momento che apparentemente non era niente di che, quasi banale nella sua semplicità: nella seconda sala del Kinbaku Lounge si svolgeva un incontro (a pagamento) tra appassionati di corde che… le corde non le usano ancora, ma che intanto si ritrovano per cominciare a parlarne, per toccarle, per vedere come si preparano.

E’ stato commovente, si commovente, una di quelle cose che ti fanno dire: ma allora è possibile (si, qui).

Ovviamente anche qui non sarà tutto perfetto pensavo… ah no, parlando con le persone pare proprio che invece lo sia.

E’ stato uno di quei momenti che ti rincuorano per quello che hai fatto e stai facendo, uno di quei momenti che ti fanno dire: (eh no, questa ve la dirò solo di persona ).

E intanto ci si rivede ad aprile: a presto Tania e Scott, a presto Copenaghen

Giuseppe

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